Categoria: Law & Order

Come creare e gestire le password a prova di privacy

Come creare e gestire password a prova di privacy. Il vademecum del Garante

Come creare e gestire password a prova di privacy? Ce lo dice il Garante in uno snello vademecum.

La sensazione è che non ne sappiamo mai abbastanza di password. E, in ogni caso, non è mai sprecato il tempo che dedichiamo alla cura della nostra privacy.

Sul sito del Garante della Privacy è possibile scaricare un pratico file pdf che suggerisce come creare e gestire le password a prova di privacy.

Il vademecum, come dichiarato dal Garante, ha mere finalità divulgative e sarà aggiornato in base alle evoluzioni tecnologiche e normative. Si tratta di consigli utili che noi stessi abbiamo individuato in uno specifico post sul Blog di Autentica.

Forse anche tu che leggi ne sai già abbastanza e speriamo si tratti di un elenco di suggerimenti che conosci perfettamente.

Eppure: repetita iuvant. Prendiamo dunque i consigli del Garante come una check list da controllare periodicamente.

Ecco allora il contenuto della scheda, suddivisa in cinque paragrafi:

  • IMPOSTA BENE LA TUA PASSWORD
  • GESTISCI BENE LE TUE PASSWORD
  • SE VUOI STARE PIU’ TRANQUILLO (ndr: i meccanismi di autenticazione multi fattore)
  • CONSERVA CON CURA LE TUE PASSWORD
  • VALUTA SE USARE «GESTORI DI PASSWORD»

I consigli elencati sul vademecum sono tutti molto importanti. Per brevità posso citare quelli che sembrano particolarmente interessanti.

  • MAI impostare una password che comprenda riferimenti personali facili da indovinare.
  • NON utilizzare password già utilizzate in passato.
  • SEMPRE evitare di memorizzare su PC le password utilizzate.

Vale la pena dare una lettura al Vademecum. Magari per scoprire che in realtà gestisci le password correttamente!

Per approfondire:

Scarica il vademecum sulle password del Garante per la Privacy

 

 

Law & Order
caricabatterie standard

Caricabatterie universale: l’UE ci prova seriamente

Caricabatterie universale: un miraggio? Sembra di no. Oggi l’Unione Europea porterà in Commissione la proposta di introdurre un caricabatterie universale per i dispositivi mobili. Il risultato sperato sono punti di ricarica USB-C comuni e software interscambiabili fra le varie case produttrici.

Una decisione che porterebbe a indubbi vantaggi ecologici, andando a ridurre notevolmente la mole di rifiuti tecnologici. L’eventuale risparmio economico, prevedibile con la vendita del dispositivo senza il caricatore, non è invece scontato.

Le case produttrici potrebbero effettuare dei rincari in modo più o meno giustificato. La questione è controversa.

Apple, ad esempio, che ha eliminato dalla confezione dell’IPhone 12 l’alimentatore, mantiene però una tecnologia proprietaria. L’azienda infatti sostiene che la standardizzazione porterebbe ad un appiattimento del mercato e dell’avanzamento di nuove tecnologie, a scapito degli utenti su cui ricadrebbero costi aggiuntivi.

Fuori dalle porte della Commissione Europea, dunque, ci sono ostacoli di mercato e punti di vista discordanti su come si debba pensare l’innovazione.

Un altro elemento da considerare è che molti dispositivi si sono ormai spostati dalla carica con la presa al muro al sistema wireless.

Si tratta in ogni caso di una proposta che apre a un dibattito e magari a soluzioni condivise benefiche sia a livello ecologico che economico.

Per approfondire, leggi la notizia sul portale del Parlamento Europeo: leggi

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