Autore: Ilaria Sbolci

Come creare e gestire le password a prova di privacy

Come creare e gestire password a prova di privacy. Il vademecum del Garante

Come creare e gestire password a prova di privacy? Ce lo dice il Garante in uno snello vademecum.

La sensazione è che non ne sappiamo mai abbastanza di password. E, in ogni caso, non è mai sprecato il tempo che dedichiamo alla cura della nostra privacy.

Sul sito del Garante della Privacy è possibile scaricare un pratico file pdf che suggerisce come creare e gestire le password a prova di privacy.

Il vademecum, come dichiarato dal Garante, ha mere finalità divulgative e sarà aggiornato in base alle evoluzioni tecnologiche e normative. Si tratta di consigli utili che noi stessi abbiamo individuato in uno specifico post sul Blog di Autentica.

Forse anche tu che leggi ne sai già abbastanza e speriamo si tratti di un elenco di suggerimenti che conosci perfettamente.

Eppure: repetita iuvant. Prendiamo dunque i consigli del Garante come una check list da controllare periodicamente.

Ecco allora il contenuto della scheda, suddivisa in cinque paragrafi:

  • IMPOSTA BENE LA TUA PASSWORD
  • GESTISCI BENE LE TUE PASSWORD
  • SE VUOI STARE PIU’ TRANQUILLO (ndr: i meccanismi di autenticazione multi fattore)
  • CONSERVA CON CURA LE TUE PASSWORD
  • VALUTA SE USARE «GESTORI DI PASSWORD»

I consigli elencati sul vademecum sono tutti molto importanti. Per brevità posso citare quelli che sembrano particolarmente interessanti.

  • MAI impostare una password che comprenda riferimenti personali facili da indovinare.
  • NON utilizzare password già utilizzate in passato.
  • SEMPRE evitare di memorizzare su PC le password utilizzate.

Vale la pena dare una lettura al Vademecum. Magari per scoprire che in realtà gestisci le password correttamente!

Per approfondire:

Scarica il vademecum sulle password del Garante per la Privacy

 

 

Law & Order
facebook aggiorna le norme contro il bullismo

Contrattacco di Facebook: nuovi provvedimenti contro il bullismo

Facebook e il bullismo. Forse in risposta alle accuse rivoltegli dal Wall Street Journal (vedi il nostro post della scorsa settimana), il sociale ha aggiornato le politiche relative alla sicurezza.

Gli episodi di bullismo su Facebook rappresentano una problematica quotidiana sia per personaggi pubbici che per utenti privati. Facebook si è impegnata ad eliminare i messaggi offensivi nei post e anche nei commenti, per entrambe le categorie di soggetti.

Oltre alle regole da seguire per prevenire il bullismo, FB ribadisce la necessità del singolo di segnalare comportamenti illeciti, eventualmente utilizzando gli strumenti messi a disposizione (vedi).

Molto utile, inoltre, per ragazzi, genitori ed insegnanti, la piattaforma dedicata alla sicurezza. E’ possibile visitarla a questo indirizzo. Ci potrete trovare gli strumenti pratici da utilizzare per diminuire i rischi durante la navigazione sul social.

Non solo quindi il bullismo è al centro dell’attenzione di Facebook, ma tutte le situazioni di potenziale disagio. Navigando nella pagina del Centro per la sicurezza del social, risulta davvero evidente le enormi potenzialità di supporto che Facebook potrebbe avere. Tramite anche meccanismi di machine learning, Facebook è in grado di riconoscere i contenuti che potrebbero indicare un forte disagio psicologico. Nella sezione di aiuto, inoltre, si propongono direttamente contatti utili e pratici.

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accuse a Facebook

Facebook: le accuse di una ex dipendente

Le accuse che un’ex dipendente sta rivolgendo a Facebook sono molto gravi e preoccupanti. La sensazione è quella di un velo che cade su un meccanismo che ci tiene incollati ai social e che inevitabilmente influenza il nostro modo di vivere, di pensare e di comunicare.

Frances Haugen, assunta da Facebook nel 2019, nel 2021 ha deciso di copiare di nascosto decine di migliaia di pagine di ricerche interne dell’Azienda.

Ha poi passato questi documenti al Wall Street Journal che ultimamente ha svolto diverse indagini sugli effetti negativi che i social hanno sugli adolescenti.

«In Facebook ho continuamente visto un conflitto di interessi tra ciò che era bene per il pubblico e ciò che era bene per il social – spiega Haugen in un’intervista rilasciata alla CBS – In ogni occasione Facebook sceglieva di massimizzare i propri interessi, ad esempio aumentando il proprio fatturato».

Facebook si era impegnata a rivedere il proprio algoritmo in modo da arginare odio e disinformazione. A detta della Haugen, però, l’Azienda si è resa conto che questa strada non è del tutto praticabile. I toni accesi della violenza e la disinformazione richiamano più utenti e quindi più soldi.

Frances Haugen,al termine del suo rapporto di lavoro, ha sentito il dovere di rendere note al grande pubblico le presunte macchinazioni del Social per aumentare il proprio profitto.

Le accuse a Facebook da una dipendente, anzi, ex dipendente, sembra non abbiano intaccato la credibilità del social. Del resto queste notizie sono spesso meteore che rimangono sotto i riflettori molto brevemente. Forse troppo brevemente.

Per approfondimenti:

Vedi l’intervista Di Frances Haugen alla CBS: qui

Per ascoltare l’articolo del Wall Street Journal: vai

Per leggere il nostro articolo sui provvedimenti di Facebook per la sicurezza: vai

 

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Fairphone lo smartphone sostenibile

Fairphone: elettronica ecologica

Fairphone lo smartphone sostenibile è una realtà piuttosto recente. La filosofia che sta alla base dell’attività dell’azienda olandese Fairphone è davvero interessante.

Come annunciato ieri sul blog della Società è in prevendita il modello di smartphone Fairphone 4.

Fairphone lo smartphone sostenibile. Già dal nome stesso, fair, è evidente la sua vocazione ecologista. Entriamo più nel dettaglio.

E’ sostenibile per tre motivi: 1) ha una percentuale di riparabilità di 9.3 su 10 (French Repairability Index) perché nessuna parte è incollata e può essere sostituita usando semplicemente un cacciavite; 2) per ogni telefono venduto l’azienda si impegna a riciclare un equivalente quantitativo di rifiuti elettronici; 3) offre la possibilità di scegliere di non avere, nella confezione, cavo usb e caricabatteria.

Il nuovo modello si presenta con 5 anni di garanzia e tecnologia 5G.

Come Fairphone altre aziende stanno tentando il connubio business e sostenibilità. La motivazione? Forse un’attenzione sincera al pianeta ma anche la consapevolezza che i clienti sono sempre più sensibili all’ecologia.

Se rileggiamo la storia recente è evidente che qualcosa a livello mondiale si sta mettendo in moto per la salvaguardia del pianeta. Che si tratti di green marketing rigoroso e reale, oppure di uno strumento come un altro per aumentare i profitti, la realtà è che qualcosa sta accadendo. Se i risultati saranno in ogni caso eco friendly forse sarà comunque una buona strategia.

Per approfondire:

La recensione su Fairphone da parte del sito Wired: leggi

Per saperne di più sul green marketing: leggi

Chiedici più info sull’elettronica sostenibile: vai

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La Lituania attacca Huawei

Huawei: cybersicurezza e politica internazionale

Accusa a Huawei. Non è la prima, forse non sarà l’ultima. In ogni caso questa volta è la Lituania a muoversi contro Huawei. L’accusa: il colosso cinese utilizza funzionalità interne agli smartphone per spiare il comportamento degli utenti. L’intento è impedire che vengano scaricati contenuti malvisti da Pechino.

Huawei, insieme alle altre aziende cinesi leader nel mercato delle telecomunicazioni, è da anni sotto il mirino delle autorità mondiali per problematiche di cybersicurezza.

Basti pensare alle diverse posizioni politiche ed economiche assunte dai vari Paesi nei confronti dell’adozione di infrastrutture cinesi per il 5G.

In Gran Bretagna ad esempio è frequente la disinstallazione di apparecchiature per il 5G di marca Huawei. Per non parlare, poi, della politica statunitense a questo riguardo che mal digerisce le decisioni ‘intermedie’ di alcuni stati europei come l’Italia.

Ultimamente però anche il governo italiano sta muovendosi con maggior cautela in ambiti strategici come le telecomunicazioni, consapevole del rischio derivante dalla delega di questi settori ad una potenza straniera.

Da questa visione nasce la normativa Golden Power e il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica.

L’Accusa a Huawei ha il sapore di una scelta politica da parte della Lituania, ma non si possono negare i dubbi instillati da certe scelte aziendali.

Per approfondire:

Articolo su Agenda Digitale

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caricabatterie standard

Caricabatterie universale: l’UE ci prova seriamente

Caricabatterie universale: un miraggio? Sembra di no. Oggi l’Unione Europea porterà in Commissione la proposta di introdurre un caricabatterie universale per i dispositivi mobili. Il risultato sperato sono punti di ricarica USB-C comuni e software interscambiabili fra le varie case produttrici.

Una decisione che porterebbe a indubbi vantaggi ecologici, andando a ridurre notevolmente la mole di rifiuti tecnologici. L’eventuale risparmio economico, prevedibile con la vendita del dispositivo senza il caricatore, non è invece scontato.

Le case produttrici potrebbero effettuare dei rincari in modo più o meno giustificato. La questione è controversa.

Apple, ad esempio, che ha eliminato dalla confezione dell’IPhone 12 l’alimentatore, mantiene però una tecnologia proprietaria. L’azienda infatti sostiene che la standardizzazione porterebbe ad un appiattimento del mercato e dell’avanzamento di nuove tecnologie, a scapito degli utenti su cui ricadrebbero costi aggiuntivi.

Fuori dalle porte della Commissione Europea, dunque, ci sono ostacoli di mercato e punti di vista discordanti su come si debba pensare l’innovazione.

Un altro elemento da considerare è che molti dispositivi si sono ormai spostati dalla carica con la presa al muro al sistema wireless.

Si tratta in ogni caso di una proposta che apre a un dibattito e magari a soluzioni condivise benefiche sia a livello ecologico che economico.

Per approfondire, leggi la notizia sul portale del Parlamento Europeo: leggi

Law & Order
Starlink

Starlink, la rete internet satellitare, arriva in Italia

Starlink è letteralmente una costellazione di satelliti. Il progetto, ora operativo anche in Italia, propone un accesso a internet a banda larga e con prestazioni (future) fino a 300 mbps in download.

A giugno i satelliti in miniatura di Starlink, orbitanti a poco più di 500 km dalla Terra, erano circo 1.800 (l’obiettivo è di arrivare a 12.000).

A partire da giugno anche gli italiani hanno cominciato a prenotare il servizio dal costo davvero ‘fuori mercato’. Da metà settembre sono state attivate le prime connessioni anche nel nostro Paese.

Il kit (parabola e router) costa attualmente €499,00 e l’abbonamento mensile €99,00. La velocità reale è ancora lontana da quella promessa, ma sicuramente il prodotto è interessante. Lo è certamente per quelle zone che, anche in Italia, non hanno alcuna copertura internet.

Starlink è un progetto colossale, per obiettivi, costi e difficoltà di realizzazione. L’azienda deve ottenere il permesso dalle Autorità competenti per la telecomunicazione di tutti i paesi interessati. Ha dovuto, inoltre, diminuire la distanza orbitale e modificare il rivestimento dei propri mini satelliti che in un primo momento rischiavano di intralciare le osservazioni astronomiche.

Nei prossimi mesi assisteremo probabilmente ad altri sviluppi e accelerate per il completamente della .. costellazione di satelliti.

Per approfondire:

Velocità di Starlink

Le megacostellazioni

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