Maturità 3.0

Valentina Schiavi 938 Views

“Le difficoltà svaniscono se affrontate con coraggio” diceva lo scrittore Isaac Asimov,  ma per trovare quel coraggio ognuno si attrezza come può!

A poche ore dall’inizio della prima prova dell’esame di maturità, migliaia di studenti (536.008 per l’esattezza) si preparano a questa fatidica prova facendo un mashup tra nuove tecnologie e vecchie tradizioni!

Sorretti dal banale, ma quanto mai fondato credo del “non si sa mai!” ognuno si affida a riti scaramantici, preghiere e ai classici bigliettini rimpiattati ovunque!  Dentro il fodero della calcolatrice, infilati nelle penne o nel dizionario e, ovviamente, nascosti addosso tra taschini, pieghe dei vestiti e le scarpe.

Nuove tecnologie… Si ma quali?

Sembra infatti che 1 maturando su 6 proverà ad avvalersi di smartphone e smartwatch nonostante i divieti. Il 15% tenterà di nasconderlo in bagno 47% farà di tutto per tenerlo con sé per dare all’occorrenza una sbirciatina.

Se i più ingenui sperano di trovare a colpo quello che cercano con una banale googlata su internet, c’è chi invece farà ricorso a gruppi Whatsapp pronti a elargire suggerimenti, chi si affiderà agli appunti memorizzati sul device oppure alle intelligenze artificiali come ChatGpt.

Del resto gli studenti dicono che si sono avvalsi delle IA anche per prepararsi all’esame. Circa 3 maturandi su 4 hanno usato l’intelligenza artificiale per ripassare gli argomenti principali o per creare dei percorsi multidisciplinari personalizzati.

Se state storcendo il naso ricordiamo ai boomer che ai nostri tempi era prassi usare i famosi Bignami per fare il ripassone prima di presentarsi davanti alla commissione d’esame! Semmai dobbiamo far notare che se pur i Bignami fossero estremamente sintetici e non discorsivi, avevano però il vantaggio di essere precisi e certi!

ChatGpt non lo è altrettanto. Si può incappare in risposte potenzialmente errate o non del tutto corrette. E lo dichiara da solo, in modo chiaro, scrivendolo nero su bianco, direttamente da chi gestisce il servizio, con un disclaimer che strategicamente mette le mani avanti.

ChatGPT potrebbe produrre informazioni imprecise a proposito di persone, luoghi o fatti.

Quindi ieri come oggi non rimane che studiare! Comunque vada, bene o male, nella vita di ognuno le prove sono ben altre e nella maggior parte dei casi non c’è bigliettino o IA che tenga!

Quindi vi lasciamo con questa frase di John Lennon che apre a ben più lungimiranti visioni:

Alla fine andrà tutto bene, se non andrà bene non è la fine.

John Lennon

Uncategorized

Nessun commento